Convegno in Campidoglio 'Gay Pride Made in Italy'

DGP ha organizzato il seguente convegno in Campidoglio.

Mercoledì 4 Giugno 2008, ore 18:00
Campidoglio - Sala del Carroccio
Ingresso libero

Con il patrocinio di:

  • Comune di Roma - Assessorato alle politiche Culturali
  • Provincia di Roma - Assessorato alle politiche Culturali


Il Gay Pride è la marcia dell’orgoglio gay che ogni anno si svolge in Italia, come nel resto del mondo, per ricordare i moti di Stonewall del 28 Giugno 1969. Quel giorno rappresenta l’atto simbolico della nascita del movimento di liberazione gay moderno, con tutte le rivendicazioni che nei decenni si sono susseguite.
Quel momento storico si è potuto sviluppare grazie ai movimenti di protesta del “Sessantotto” e anche grazie al modello di lotta dei diritti civili dei neri che influenzò molto la storia futura del movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender.

In Italia nel 1971 abbiamo avuto un primo embrione di movimento omosessuale, e nel 1994 a Roma si è svolto il primo Gay Pride italiano. Successivamente la gay parade si è spostata nel 1995 a Bologna e nel 1996 a Napoli. Dopo il tragico gesto di Alfredo Ormando nel Gennaio del 1998, un moto di rabbia e indignazione ha portato la comunità omosessuale italiana – in primis Imma Battaglia, allora Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – ad organizzare il World Gay Pride del 2000, evento che ha portato nell’agenda politica italiana il tema dei diritti delle persone omosessuali e transessuali.

Da Stonewall ad oggi sono passati quasi quarant’anni; è cambiato il mondo che ci circonda, sono cambiati gli omosessuali stessi ed è cambiato anche il Gay Pride. Da rivolta contro l’oppressione, a momento di festa a evento politico di forte rivendicazione di pari diritti.

Il convegno vuole aprire la discussione su quale modello di Gay Pride è stato adottato in Italia e quali prospettive si aprono di fronte a noi. Un momento di forte rivendicazione e anche di festa ma che deve avere una posizione politica chiara: il Gay Pride è aperto a tutti i cittadini che si riconoscono nei suoi principi fondamentali, senza distinzioni di orientamento sessuale, di identità di genere, di razza, di religione e di opinioni politiche. Un Gay Pride che non alza muri ideologici ma che apre il confronto a tutta la società, uniti sotto un’unica bandiera rainbow.

Da anni come Dì Gay Project cerchiamo di puntare sull’importanza della trasversalità politica, perché non potremmo mai raggiungere i nostri obiettivi sui diritti civili senza avere un ampio consenso politico e sociale. Il tema dei diritti civili apre un dibattito sulla riforma sul diritto di famiglia che deve essere elaborata da tutti.

Questa elaborazione investe inevitabilmente anche il Gay Pride, come momento pubblico di rivendicazione dei diritti. In tal senso riteniamo che il Gay Pride debba vedere la distinzione completa della parte operativa dalla parte politica, al fine di garantire l’inclusione completa della rappresentanza gay lesbica bisessuale e transgender. Quindi una visione politica e progettuale che non innalzi muri ideologici ed inutili strumentalizzazioni. Questo significa una profonda riflessione e discussione democratica all’interno del movimento lgbt italiano, su quale modello vogliamo impostare per i prossimi anni.

Il Gay Pride partito come momento rivoluzionario è diventato un momento di integrazione sociale, con la richiesta di pari diritti e dignità. Queste profonda trasformazione ci impone la domanda se essere liberi all’interno di una società che è aperta alle diversità e alla multiculturalità, o incamminarsi verso un’identità ristretta che con il tempo rischia di essere statica e autoghettizante.

Questi i temi che saranno affrontati nel convegno: un dibattito libero per la costruzione di una libera politica dei diritti civili.

DI SEGUITO IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Gay Pride Made in Italy
quale modello?


Intervengono (l’elenco è in ordine alfabetico)

Imma Battaglia – Presidente Dì Gay Project
Stefano Campagna – Giornalista e conduttore del TG1
Paola Concia – Deputata Partito Democratico
Umberto Croppi – Assessore alla Cultura del Comune di Roma
Cecilia D’Elia – Assessore alla Cultura della Provincia di Roma
Benedetto Della Vedova – Deputato Popolo della Libertà
Francesca Grossi – Attivista lesbica
Domenico Rizzo – Ricercatore Storia Contemporanea, Università L’Orientale di Napoli
Daniele Scalise – Scrittore e giornalista di “Prima Comunicazione”
Luca Trappolin – Docente Sociologia dei Processi Culturali, Università degli Studi di Padova

Modera

Maria Giovanna Maglie – Giornalista, scrittrice

“Un dibattito libero per la costruzione di una libera politica dei diritti civili”
Imma Battaglia

Segreteria organizzativa
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www.digayproject.org
06.51.347.41

Ufficio Stampa
Alessandra Filograno
335.8000.486
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