Conferenza: Édouard Manet e gli albori della pittura impressionista

08.02.16

Conferenza: Édouard Manet e gli albori della pittura impressionista

Nel pomeriggio di sabato 6 febbraio 2016 si è tenuta presso la sede del Dì Gay Project la prima conferenza pubblica di storia dell’arte moderna, a cura di Loredana Finicelli, storica dell’arte, che collabora da tempo con l’associazione con un contributo prezioso ed un impegno volontario che è allo stesso tempo professionale date le conoscenze tecniche della materia. 

La presidente dell’associazione, Maria Laura Annibali, nella presentazione della conferenza ha, infatti, rimarcato l’importanza di questo impegno che si coniuga con le esigenze dell’associazione stessa, che partono da una vocazione di promozione non solo sociale ma anche culturale.

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L’artista preso in esame è stato Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883), pittore francese, proveniente da una famiglia dell’alta borghesia. Il padre, Auguste Manet, era un magistrato e avrebbe voluto che suo figlio intraprendesse la sua stessa carriera. Ma il giovane Édouard manifestò ben presto il desiderio di dedicarsi alla pittura, e il padre dopo una iniziale resistenza alle aspirazioni del figlio concedette il permesso di studiare arte presso l’atelier di Thomas Couture.

La conferenza è stata arricchita dalla visione di una serie di diapositive che hanno illustrato le opere salienti e il variegato percorso artistico del pittore francese, mettendo in evidenza la sua evoluzione che emerge dai soggetti ritratti e dalla impressionante cromaticità dei colori utilizzati. Loredana Finicelli ha evidenziato che il mondo rappresentato da Manet fa riferimento alle varie classi sociali a lui contemporanee, non disdegnando quella di appartenenza che trova aristocratica rappresentazione. 

Dall’esposizione è emerso che Manet si batté in difesa del principio della libertà espressiva dell’artista con opere che suscitarono scandalo presso i suoi contemporanei – come Colazione sull’erba (1863) e Olympia (1863) – e dal 1869 si dedicò alla pittura en plein air (“all’aperto”)  e le sue uscite ai giardini delle Tuileries, sul retro del Louvre, divennero quasi degli appuntamenti mondani.

Durante l’illustrazione delle varie opere dell’artista francese, non è mancato l’inquadramento storico del tempo in cui egli visse e i riferimenti alle influenze esercitate su di lui da pittori del calibro di Eugéne Delacroix, Francisco Goya e Diego Velàzquez.

L’effetto di un’esposizione chiara e semplice è stato quello di tenere il numeroso  pubblico presente in sala incollato alle diapositive che riportavano le opere di Manet, stimolando una curiosità che era tangibile dagli sguardi interessati e rimasti tali fino alla fine della conferenza.

Dato l’entusiasmo unanime suscitato, non rimane che attendere la prossima conferenza  pubblica e scoprire l’artista o gli artisti dell’arte moderna che saranno protagonisti dell’esposizione di Loredana Finicelli.

Recensione di Karmel Attolico