Eredità e Testamento

In assenza di una legge che disciplina le coppie di fatto, chi vuole tutelare il proprio partner per il tempo in cui avrà cessato di vivere deve compiere il prima possibile alcuni atti (es. fare testamento) affinché siano rispettate le proprie volontà in previsione di eventuali pretese da parte di parenti o terze persone che potrebbero rivendicare l’eredità.
Per legge, in assenza di un testamento, infatti, al convivente non spetta nulla.
In assenza di un testamento l’eredità andrà divisa a seconda dei familiari esistenti. Il calcolo delle quote è un po’ complicato (si veda la tabella allegata). In ogni caso i familiari che ereditano per legge senza necessità di un testamento sono, nell’ordine:

• la moglie o il marito
• i figli
• i fratelli (se mancano i figli)
• i genitori, nonni o bisnonni (se mancano i figli)
• gli altri parenti entro il 6° grado (se mancano i familiari più prossimi)
• in assenza di familiari o parenti l’eredità va allo Stato

Il testamento non è mai definitivo perché può essere revocato o sostituito con un altro documento in qualsiasi momento. In altre parole, se si cambia idea (o partner) è sempre possibile annullare il testamento o farne un altro nuovo in favore di un’altra persona.

La forma più semplice ed economica per fare testamento è quella del cosiddetto testamento olografo, un documento che può essere predisposto su un qualsiasi pezzo di carta da chiunque in qualsiasi momento anche senza l’aiuto di un Notaio o di un legale (vedi esempio allegato), che consigliamo comunque vivamente di consultare per evitare di commettere errori in una materia così delicata. Per essere valido però questo tipo di testamento:

• deve essere scritto interamente a mano di proprio pugno (non è ammesso un testo preparato al computer o scritto da altre persone);
• deve contenere la data in cui è stato scritto (anche questa deve essere scritta a mano);
• deve essere firmato in originale.


E' comunque vietato il testamento reciproco, per cui bisogna fare la massima attenzione per evitare che i due testamenti, anche se fatti con atti separati, contengano disposizioni che possano essere interpretate come reciproche (come nel caso di due testamenti identici, con la medesima data o custoditi nello stesso luogo).

Il testamento di cui stiamo parlando dovrà inoltre essere ben custodito (es. in una cassaforte) per evitare il rischio che venga distrutto (ad esempio da un familiare che scoprendo di essere stato escluso dal testamento potrebbe avere interesse ad eliminarlo dalla circolazione).

La forma più sicura (anche se più costosa) di testamento è, invece, quella del testamento pubblico o segreto che richiede l’assistenza di un Notaio che provvederà a custodire il documento e a comunicarlo agli eredi solo in caso di decesso. In questo modo si evita ogni rischio di perdita o distruzione del testamento.
Non si è obbligati a comunicare a nessuno di avere fatto un testamento. Il documento può essere custodito e depositato dove si preferisce (per es. in una cassetta di sicurezza, in un cassetto o, meglio, depositarlo da un notaio).

E’ bene evitare accordi troppo evidenti per un testamento reciproco (es. l’uno in favore dell’altro) perché questo è espressamente vietato dalla legge. Chiunque abbia interesse (si pensi ad un familiare escluso dall’eredità), se dimostra che c’è stato un accordo in questo senso, potrebbe chiedere al Tribunale di annullare entrambi i testamenti.
Per legge una parte di eredità è riservata necessariamente ai parenti più stretti (i cosiddetti legittimari). Una quota minima di eredità spetta loro in ogni caso, anche se non si è avuto più alcun rapporto con loro. Il testamento può pertanto riguardare solo la quota libera (disponibile) e non quella riservata (cosiddetta legittima).
Il calcolo della quota disponibile è un po’ complicato e dipende dal numero e dal tipo di familiari (si veda la tabella allegata).
I familiari che non possono essere mai esclusi sono:

• la moglie o il marito
• i figli
• i genitori (in assenza di figli)

I fratelli possono invece essere esclusi.
Bisogna ricordare che l’erede risponde in proprio dei debiti dell’eredità anche se i debiti oltrepassano il valore delle attività ereditarie. Per evitare questo rischio (l’erede rischia infatti di rimetterci in proprio) l’eredità deve essere accettata con una forma particolare (si dice che deve essere accettata con beneficio d'inventario).
In altre parole per evitare di dover pagare personalmente i debiti della persona che ci ha lasciato l’eredità bisogna chiedere (al Tribunale) che venga fatto un elenco dei crediti e dei debiti (l’inventario appunto), eseguito il quale, si potrà valutare, con maggior consapevolezza, se convenga o meno accettare l’eredità.

Oltre a fare testamento, per garantire una maggiore tutela al proprio compagno si può firmare un “contratto di convivenza”, con il quale si possono regolare, tra le altre cose, il diritto di abitazione, l’obbligo di versare mensilmente una determinata somma al convivente o disporre una comunione di beni tra conviventi (si veda l’Atto d’Amore pubblicato sul sito DGP).
Anche se è vietato regolare vere e proprie questioni di eredità in un contratto, si potrebbe pensare ad una regolamentazione ad esempio del diritto di occupare la casa o una dichiarazione di proprietà dei mobili, che potrebbe essere estremamente utile in caso di decesso del partner (pensiamo al caso dei parenti del partner defunto che pretendono la consegna di un quadro, a cui potremmo facilmente opporre un contratto, firmato proprio dal defunto, da cui risulta che il quadro invece è nostro).