Le leggi sulle unioni civili nel resto del mondo

LE UNIONI CIVILI NEI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA
Austria (la legge sulle unioni civili è entrata in vigore dal 1° gennaio 2010: si tratta di un’unione civile registrata presso l’anagrafe);
Belgio (la legge sulla convivenza legale è entrata in vigore dal 1° gennaio 2000; nell’istituto sono comprese tutte le coppie senza condizioni riferite al sesso; per ottenere la convivenza legale le parti devono non essere legate da un matrimonio o da altra convivenza legale; la dichiarazione di convivenza è fatta per mezzo di uno scritto consegnato dietro ricevuta all’ufficiale di stato civile del domicilio comune, che dopo aver verificato che le due parti soddisfino le condizioni previste dalla legge, annota la dichiarazione nel registro della popolazione; alla convivenza si applicano, per analogia, tre articoli del codice civile riguardanti il matrimonio);
Croazia (dal 14 giugno 2003 la legge garantisce alle unioni civili dello stesso e di diverso sesso alcuni diritti sull’eredità e facilitazioni finanziarie);
Danimarca (dal 1989 al 2012 è stata in vigore una unione civile registrata con conseguenze legali simili a quelle del matrimonio, chiamata registreret partnerskab, che è stata ufficialmente abrogata dalla legge che nel 2012 ha aperto il matrimonio alle coppie dello stesso sesso);
Finlandia (dal 1° marzo 2002 è in vigore una legge per le unioni civili tra persone dello stesso sesso che garantisce molti dei diritti che acquisiscono le coppie eterosessuali che contraggono matrimonio civile a meno che le parti non dispongano diversamente; tra questi, ad esempio, il diritto di immigrazione per il partner straniero; sia la registrazione che la dissoluzione dell’unione si ottengono allo stesso modo che per il matrimonio; la convivenza si stipula dinnanzi alle stesse autorità preposte alla celebrazione del matrimonio e lo scioglimento della convivenza fa capo alle disposizioni previste per il matrimonio);
Francia (la legge del 15 novembre 1999 definisce la forma di unione, distinta dall’istituto matrimoniale, il patto civile di solidarietà, abbreviato in PACS, come un contratto tra due persone maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso, al fine di organizzare la loro vita in comune; il PACS offre ampia tutela alla convivenza: diritti di rilevanza pubblicistica, regola il rapporto di locazione, contempla misure fiscali e altro; in particolare, il PACS è un contratto, concluso con una dichiarazione congiunta scritta alla cancelleria del Tribunal d’instance nella giurisdizione di residenza; il testo della convenzione è iscritto in un registro tenuto presso la cancelleria; i benefici del welfare e la riduzione delle tasse si acquisiscono dopo tre anni dalla stipulazione del PACS, che non garantisce l’adozione); 
Germania (l’istituto giuridico della convivenza registrata è stato introdotto il 16 febbraio 2001 con legge entrata in vigore dal 1° agosto successivo; le unioni civili sono ammesse esclusivamente per le coppie omosessuali; la legge assicura pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo ed assistenziale, per cui ciascun convivente può beneficiare ed essere inserito nell’assicurazione sulla malattia del compagno/a ; conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza, per cui si ha una procedura agevolata per ottenere la naturalizzazione e il diritto al ricongiungimento; ai conviventi non è riconosciuto il diritto di adozione congiunta ed inizialmente non permetteva l’adozione dei figli del convivente, ma tale possibilità è stata introdotta dal 2004; è stata introdotta, però, una forma di potestà limitata tanto che i partner possono essere associati alle decisioni che riguardano la vita quotidiana del bambino e richiedere l’affidamento in caso di morte del genitore naturale, al convivente superstite; inoltre, sono attribuiti gli stessi diritti successori che il matrimonio conferisce ai coniugi; la legge prevede altresì la pensione di reversibilità per il convivente superstite, il permesso di immigrazione per il partner straniero, la reversibilità dell’affitto e l’obbligo di soddisfare i debiti contratti dalla coppia; il 22 ottobre 2009, la Corte costituzionale federale ha stabilito l’estensione di tutti i diritti ed i doveri del matrimonio alle coppie dello stesso sesso registrate);
Irlanda (la legge prevede l’istituto della Civil Partnership Bill, tesa a regolamentare le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso, ed è operativo a partire dal 2011; riconosce alle coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali, diritti e doveri in tema di coabitazione, proprietà della casa, agevolazioni fiscali, successione, eredità, immigrazione, senza però introdurre la possibilità di adozione dei figli);
Lussemburgo (è in vigore dal 2004 la partnership registrata, che si applica alle coppie dello stesso e di sesso diverso e garantisce diritti simili a quelli delle coppie sposate in relazione al welfare e al fisco);
Olanda/Paesi Bassi (l’istituto delle unioni civili è entrato in vigore dal 1998 e permette alle coppie dello stesso sesso e di diverso sesso di registrarsi in appositi registri comunali delle unioni civili e ottenere gli stessi diritti delle coppie sposate);
Portogallo (nel 2001 sono state approvate due leggi che hanno disciplinato, rispettivamente le situazioni giuridiche delle c.d. “economia comune” – diritti riguardo al godimento di ferie, permessi e congedi familiari, diritto di preferenza nei trasferimenti riguardanti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, applicazione del regime delle imposte sul reddito, protezione particolare per la residenza in comune e diritto, nella trasmissione ereditaria, alla casa – ed “unioni di fatto” – “situazione giuridica di due persone, indipendentemente dal sesso, che vivano un’unione di fatto da più di due anni”, i diritti che garantisce la legge sono gli stessi di coloro che vivono in un’ “economia comune” a cui si aggiungono in caso di morte del convivente benefici economici erogati dal sistema della sicurezza sociale e pensione al coniuge superstite ; si tratta, pertanto, di due leggi che non si escludono a vicenda, ma che comunque riconoscono diritti in misura limitata rispetto a quelli che offre il matrimonio);
Regno Unito (l’istituto giuridico, entrato in vigore nel dicembre 2005 in tutto il Regno Unito, è il Civil Partnership Act, che riconosce alle coppie dello stesso sesso la possibilità di vincolarsi in una unione registrata molto simile al matrimonio e i contraenti assumono lo status legale di “civil partners”; in Inghilterra e Galles le coppie dello stesso sesso possono adottare; la misura sarà presto estesa anche alla Scozia);
Repubblica Ceca (nel 2006 è stata approvata una legge sulle unioni registrate per le persone dello stesso sesso; la legge regola l’inizio e la fine delle unioni registrate fra persone dello stesso sesso, concedendo alle stesse il diritto ad avere informazioni sullo stato di salute del partner, il diritto all’eredità nel caso di morte del convivente e obbliga a sostenersi finanziariamente; la legge rende possibile l’educazione di bambini nati da precedenti vincoli eterosessuali, ma non permette l’adozione); 
Slovenia (una legge del 22 giugno 2005 garantisce alle unioni civili diritti limitati nel campo delle relazioni di proprietà e dell’eredità, e non tutela alcun diritto di assicurazione, salute e pensionistico);
Spagna (alcune regioni del paese riconoscono diritti alle coppie di fatto, di sesso uguale o diverso: è il caso della Catalogna, che il 15 luglio 1998 aveva approvato la legge sulle coppie stabili; dopo la Catalogna, altre dieci regioni spagnole hanno approvato leggi sulle unioni di fatto, per un totale di 11 su 17; in particolare, le regioni interessate sono: Aragona, Navarra, Comunità di Valencia, Isole Baleari, Comunità di Madrid, Asturie, Andalusia, Canarie, Estremadura e Paesi Baschi); 
Svezia (le coppie di fatto sono riconosciute e tutelate dalla sambolag, la legge sui conviventi; la legge, approvata nel 2003, regola vari aspetti della vita in comune tra fidanzati, dall’abitazione ai beni acquistati per uso comune nel corso della convivenza, prescindendo completamente dalla composizione sessuale delle coppie);
Ungheria (una legge del 1996, in seguito ad una modifica, incide sul diritto di proprietà delle coppie conviventi di omosessuali; in particolare, ogni bene acquistato nel corso della convivenza è di proprietà dei componenti della coppia in proporzione al contributo dato all’acquisto; la registrazione avviene con iscrizione al registro dello stato civile presso l’Ufficio dell’anagrafe, e per scioglierla è necessaria una dichiarazione congiunta davanti al notaio; nell’aprile 2009 è stata approvata dal Parlamento ungherese una nuova legge sull’unione civile oppure convivenza registrata, che tuttavia non equipara a tutti gli effetti la convivenza al matrimonio pur applicando ai conviventi disposizioni analoghe a quelle contenute nella legge sulla famiglia e in altre leggi per la disciplina del matrimonio; i conviventi non possono scegliere un cognome comune; ad essi non è riconosciuto il diritto di adozione congiunta, neanche il diritto di adozione dei figli del convivente, e non possono avvalersi di tecniche di procreazione medicalmente assistita).

LE UNIONI CIVILI IN ALTRI PAESI EUROPEI
Andorra (dal 2005 la legge prevede una registrazione civile che garantisce molti dei diritti del matrimonio civile, inclusa, per le coppie etero, l’adozione di bambini);
Liechtenstein (il 5 novembre 2007 è stata approvata una mozione, presentata dall’opposizione socialdemocratica ed accolta dalla maggioranza, che prevede il riconoscimento delle coppie di fatto; il testo è vincolante per il Parlamento che deve a questo punto emanare una legge che riconosca le coppie omosessuali);
Svizzera (il Parlamento elvetico ha approvato la Legge federale sull’unione domestica registrata di coppie omosessuali che sottoposta a referendum è stata approvata dal popolo svizzero ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2007; la legge prevede che chi è vincolato da un’unione domestica registrata non può adottare né valersi di tecniche di procreazione medicalmente assistita). 

LE UNIONI CIVILI IN AMERICA
Argentina (Buenos Aires ha emanato, nel 2002, una legge che istituisce un registro delle unioni civili indipendentemente dal sesso e dall’orientamento sessuale purché la coppia conviva da più di due anni);
Brasile ( a partire dal 6 maggio 2011 la Corte Suprema del Brasile ha riconosciuto alle coppie composte da persone dello stesso sesso gli stessi diritti legali delle coppie eterosessuali; i diritti delle unioni civili vanno a tutelare i membri della coppia sul piano economico e sociale in materia di pensioni, di eredità, di assistenza sanitaria e di adozione dei minori;
Colombia (nel 2007 una sentenza ha riconosciuto le coppie di fatto, ribadendo l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla Costituzione; nel 2009, la Corte Costituzionale ha equiparato le coppie omosessuali a quelle eterosessuali, cancellando alcune limitazioni, relativa ad es. alle assicurazioni);
Ecuador (nel 2008 è stata votata tramite referendum una nuova Costituzione, la quale tra i suoi articoli legalizza le unioni di fatto sia eterosessuali che omosessuali; la nuova Costituzione è entrata in vigore agli inizi del 2009);
Stati Uniti d’America (da verificare all’occorrenza se negli Stati in cui è consentito il matrimonio (vedi sopra) sia rimasta la possibilità di contrarre semplicemente una unione civile, tenuto conto che la maggior parte dei 17 Stati in cui è attualmente previsto il matrimonio, in precedenza aveva approvato leggi specifiche per le unioni civili);
Uruguay (il Paese si è dotato, all’inizio del 2008, di una legge che consente alle coppie omosessuali o eterosessuali di contrarre un patto civile, dopo almeno cinque anni di convivenza, ed offre ai conviventi diritti simili a quelli del matrimonio per la successione, la pensione e per la sicurezza sociale; inoltre, è stata approvata una legge che legalizza concubinato, convivenza, unione libera o di fatto, includendo le persone dello stesso sesso);
Messico (nel novembre 2006, l’Assemblea del distretto federale di Città del Messico ha approvato la “Legge di società di convivenza” che estende e riconosce diritti e doveri alle unioni tra componenti di diverso e medesimo sesso che si ispira ai Pacs francesi).

LE UNIONI CIVILI NEL RESTO DEL MONDO 
Sud Africa (nel 2006, il Parlamento ha approvato la legge sul matrimonio omosessuale e afferma che il matrimonio è una “unione volontaria tra due persone, solennizzata e registrata o da un matrimonio, ovvero da un’unione civile”; tale previsione lascia intendere che i nubendi possano optare per una unione civile);
Israele ( la magistratura ha riconosciuto come matrimoni di fatto anche le coppie conviventi omosessuali, con varie conseguenze in materia di tasse e diritto ereditario; la città di Tel Aviv, godendo di una particolare autonomia in materia legislativa, il 5 agosto 2003 ha riconosciuto le unioni civili mediante la semplice esibizione del certificato di residenza e di una dichiarazione notarile);
Australia (l’Australia Occidentale riconosce alle coppie di fatto anche omosessuali svariati diritti e l’accesso a adozione di bambini e procreazione medicalmente assistita; la Tasmania permette alle coppie di fatto anche omosessuali di registrarsi e ottenere alcuni diritti e la possibilità di adottare il figlio del partner; l’Australian capital Territory, territorio della capitale Canberra, permette alle coppie di fatto anche omosessuali di adottare bambini, ma allo stato non riconosce le registrazioni civili dei due partners; nel Nuovo Galles del Sud , la citta di Sydney offre la possibilità alle coppie di fatto anche omosessuali di registrarsi, con cerimonia se le parti lo desiderano, e ottenere alcuni diritti; a livello federale, le coppie di fatto anche omosessuali sono riconosciute nelle forze armate e nei fondi pensionistici);
Nuova Zelanda (le coppie di fatto sono state riconosciute dal 2004 con l’emanazione del Civil Union Bill valido sia per coppie omosessuali che eterosessuali).

Presa visione delle possibilità, allo stato esistenti, per contrarre un matrimonio od una unione civile tra persone dello stesso sesso negli Stati esteri, vanno osservate dalle parti interessate le condizioni ed i requisiti richiesti dalle legislazioni vigenti dei rispettivi Paesi (residenza, trasferimento, locazione di una casa, lavoro o studio).

Tuttavia, sia il matrimonio che le unioni civili, pur avendo valore e producendo effetti giuridici negli Stati esteri in cui sono stati contratti, allo stato attuale non hanno né valore né producono effetti giuridici in Italia per i partners italiani o stranieri dello stesso sesso che vivono stabilmente nel nostro territorio nazionale, in quanto secondo l’Ordinamento giuridico dello Stato italiano il riconoscimento di tali istituti contrasta con l’ordine pubblico internazionale.