Coppie di Fatto

E' stato pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio scorso, la Legge 20 maggio 2016, n. 76 recante "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze".

Si segnala che la registrazione di un’unione civile comporta effetti e conseguenze non sempre determinabili o modificabili dai partner. In altre parole, analogamente a quanto avviene in caso di matrimonio, le parti non potranno disporre liberamente di alcuni aspetti patrimoniali importanti essendo molte delle norme inderogabili.

Evidenziamo qui di seguito alcune conseguenze patrimoniali dell’unione civile.

REGIME PATRIMONIALE (COMUNIONE O SEPARAZIONE DEI BENI)

Al momento della celebrazione dell’unione si dovrà scegliere il regime patrimoniale (in assenza di scelta si applicherà il regime della comunione dei beni).

Il regime della comunione dei beni prevede che tutti gli acquisti effettuati successivamente alla celebrazione dell’unione, ad eccezione degli acquisti personali, siano automaticamente di proprietà comune (es. mobili, auto, casa). 

Con il regime della separazione dei beni, invece, si potrà decidere di volta in volta se un singolo acquisto debba considerarsi comune o del singolo partner.

CONTO CORRENTE COMUNE

E’ possibile aprire un conto corrente comune che, in caso di scioglimento, si dovrà presumere essere di proprietà di entrambi al 50% a meno che non si riesca a provare il contrario.

In caso di decesso di un partner la relativa quota sarà devoluta agli eredi (si veda sotto).

In caso di separazione il conto sarà diviso al 50% a meno che non si dimostri che uno dei partner abbia contribuito in misura superiore.

PERDITA DEL DIRITTO AL MANTENIMENTO DERIVANTE DA PRECEDENTE MATRIMONIO O UNIONE CIVILE

L’unione civile comporta di norma la perdita, per il partner che ne dovesse beneficiare, del diritto al mantenimento ed all’assegno divorzile derivante da un precedente matrimonio o unione civile. Si precisa che tale effetto può scaturire anche dalla semplice convivenza che abbia però i requisiti della stabilità.

IN CASO DI DECESSO

In caso di decesso dell’uno o dell’altro partner, in mancanza di testamento (cd successione legittima), i beni saranno ripartiti tra gli eredi secondo una percentuale che varia a seconda che esistano genitori, figli, sorelle e fratelli. Ad esempio, in assenza di figli o genitori ma in presenza di fratelli / sorelle, i beni saranno devoluti per 2/3 in favore del partner e per 1/3 in favore di fratelli o sorelle.

Sempre nell’ipotesi suddetta, se si fa testamento in favore dell’altro (attenzione però ad evitare il cd testamento reciproco) l’intera eredità potrà andare all’altro partner (fratelli o sorelle possono infatti essere legittimamente esclusi).

E’ opportuno, successivamente alla registrazione dell’unione, fare testamento in una delle forme previste dall’ordinamento (testamento olografo o pubblico) con l’accortezza di differenziare i testi e le date per non incorrere in ipotesi di nullità (il nostro ordinamento vieta il cd testamento reciproco), per regolare, nei limiti del possibile, la successione.

Quanto alla possibilità che l’eredità alla morte del partner superstite torni nella disponibilità della famiglia e non passi alla famiglia dell’altro partner si segnala che tale possibilità incontra un limite (al partner deve essere necessariamente garantita una quota di un certo valore e non è detto che la soluzione in questione, definita usufrutto, raggiunga tale valore).

IN CASO DI SEPARAZIONE

In caso di separazione, se non si raggiunge un accordo economico, la parte economicamente più debole potrà richiedere un assegno di mantenimento più o meno cospicuo a seconda delle capacità reddituali dell’uno e dell’altro partner, del tenore di vita goduto in costanza di unione ecc. 

Si precisa che non è consentito regolare preventivamente (ad esempio al momento della registrazione dell’unione civile) la situazione patrimoniale che si verrà a creare in caso di separazione. In altre parole sono vietati di norma gli accordi prematrimoniali pur consentiti in altri ordinamenti giuridici (es. negli Stati Uniti). 

QUESTA SEZIONE SARA' PRESTO AGGIORNATA CON NUOVE INFORMAZIONI COLLEGATE ALLA NUOVA LEGGE